settembre 27, 2017

Intervento del Vicedirettore Dott. Martina a riguardo del Convegno di Presentazione del Corso in Diritto di famiglia

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Carissimi tutti,

esprimo il mio personale entusiasmo nonché gratitudine nel dare introduzione agli odierni lavori di questo importante consesso; propedeutico o ancor meglio prodromico al Corso di Alta Formazione in Diritto di Famiglia della nostra Scuola.

Dunque, elemento cardine ne risulta essere il nucleo familiare con le sue sfaccettature ed innumerevoli implicazioni.

Specificatamente e più ampiamente, è fisiologico riflettere sull’assunto fondante e fondamentale della dimensione naturale della famiglia. Dunque, la sua struttura di società naturale impegna tutti, e in particolar modo il legislatore, a rispettare questa natura, a comprenderne i fini specifici, a valorizzare ruoli e compiti, ad assecondarne entro certi limiti gli intrinseci canoni di sviluppo e di adattamento.

Non si può, conseguentemente, rincorrerne l’utopia di un costruttivismo in cui l’uomo può modellare a suo piacimento le strutture in cui si svolge la sua vita, forzandone le restrizioni che la natura gli impone.

Riflettere sulla famiglia e sulla natura di essa significa svolgere un processo di elaborazione in cui stabilità e cambiamento entrano in reciproca risonanza.

Vi è nella famiglia una tensione continua verso un processo che migliori la qualità delle sue relazioni e dia alla vita nel suo interno un impatto sempre più fruttuoso, ma vi è anche il rischio che i cambiamenti che si introducono, più o meno consapevolmente nella famiglia stessa e nella sua immagine sociale, ne indeboliscano la forza coesiva che la caratterizza e ne facciano scricchiolare la struttura che la sostiene.

Pertanto, potremmo asserire come la crisi attualmente esistente della famiglia, purtroppo, venga adoperata – anche e non solo – per giustificare il crescere e il differenziarsi dei diversi modelli di

coppia di fatto: eppure essa resta un punto di riferimento affettivo e valoriale, etico, economico e giuridico della società.

Difatti, la famiglia è sostanzialmente la conditio sine qua non per disegnare un percorso in cui le nuove generazioni escano dall’attuale emergenza educativa.

Senza la famiglia la società muore, non in termini assoluti, perché in termini assoluti è impossibile negarla, anche quando si ipotizza in modo del tutto virtuale una società di single che ricorre alla procreazione medicalmente assistita per continuare e sopravvivere. Difatti, ne è intuitivo ritenere che nel caso in cui le coppie omosessuali chiedano il riconoscimento dei diritti di coppia; le stesse lo facciano sulla base di un modello che è pur sempre la famiglia.

È quest’ultima il paradigma irrinunciabile di una società legata da vincoli di sostegno reciproco e capace di assicurarsi una durata illimitata nel tempo: ogni famiglia genera altre famiglie secondo un modello che, mentre trasmette la vita, trasmette anche la capacità di cura. Inoltre, mentre essa stessa si dispone ad accogliere senza condizioni ognuno dei suoi membri, tramanda anche un codice etico che non ha solo un mero carattere prescrittivo.

Tutto il dibattito, dunque, sul tema della famiglia ed il tentativo di rielaborarlo non rappresentano solo il ricorso a una diversa terminologia, necessaria in un contesto pluralistico.

La differenza è reale e concettuale nello stesso tempo e risponde al quesito di fondo che oggi più che mai è necessario formulare con chiarezza: la famiglia è una società naturale e quindi con una sua identità basata su di una struttura stabile nel tempo o è un costrutto sociale, modificabile, a tal punto da rendere la sua identità così flessibile da capovolgerne i punti di riferimento? Il fatto che la nostra stessa Costituzione nel suo art. 29 parli di famiglia come di una «società naturale fondata sul matrimonio» offre garanzie sufficientemente efficaci al modello basato sul diritto naturale o può essere facilmente aggirata da quanti si riconoscano nel modello costruttivistico, che consente di modificare a piacimento le coordinate essenziali della famiglia?

Oggi, quindi, di famiglia si può e si deve parlare cercando di ridefinire i termini fondamentali dei processi che permettono di comprenderne l’evoluzione verso quel mutato scenario sociale che condiziona fortemente la famiglia in se stessa, ma anche la rete delle famiglie nella loro dinamica associativa. Occorre capire e definire cosa ci sia di stabile, di strutturale, nell’essenza della famiglia e cosa ci sia di naturalmente mutevole, giustamente dialogando con la società che la circonda, ma senza farle perdere la sua intrinseca identità.

Tutto ciò, mentre le famiglie chiedono allo Stato il riconoscimento di una serie di diritti che ne tutelino la qualità della vita, poiché sono esse stesse le sole che possono restituire alla società una maggiore dignità sociale, con un recupero di quei valori che ne connotano il grado di civiltà e di accoglienza.

Oggi più che mai è necessario porre in essere precisi strumenti idonei e diretti a fronteggiare una “rivoluzione culturale” che mira a disattivare il legame vitale che deve esistere tra diritto e verità, diritto e bene, diritto e centralità della persona umana nella società. I diritti dell’uomo sono ormai sottomessi ad interpretazioni procedurali e al diktat dei falsi consensi. Una volta conclamati, questi consensi possono essere evocati per far adottare convenzioni internazionali che diventano leggi negli Stati che li hanno ratificati. Pertanto, per impedire un’eventuale degenerazione sul piano politico- normativo e sociale, è altrettanto necessario sforzarsi con una certa urgenza al fine di riconciliare il diritto con il matrimonio e con la famiglia che sono un bene comune dell’umanità.

Il matrimonio e la famiglia precedono il potere politico, che ha l’obbligo di rispettarli nella loro struttura umana universale.

In conclusione, con questi intenti ed obiettivi la Scuola di Alta Formazione e Studi Specializzati per Professionisti intende agire con il fondamentale obiettivo di porre in essere un preciso percorso formativo ed altamente scientifico, multi tematico e multidisciplinare.

Parimenti, la stessa Scuola garantisce un sistema didattico innovativo, grazie anche alla presenza di una specifica piattaforma di video-lezioni garantita dal prestigioso portale giuridico Overlex.com, di un iter di tutoraggio ed orientamento negli studi giuridici; oltreché una serie di agevolazioni per i discenti più meritevoli tese alla valorizzazione dei propri elaborati accademici per il tramite di pregevoli opportunità editoriali.

Vi auguro una buona prosecuzione, ringraziando accoratamente il Direttore della Scuola, Avv. Domenica Leone.

Roma, 26 settembre 2017.

Dott. Luigi Piero Martina

 

 


Comunicazione importante!

La Scuola di Alta Formazione e Studi Specializzati per Professionisti comunica che in virtu’ delle numerose richieste d’informazioni e di iscrizioni pervenute, il termine ultimo per l’iscrizione al “DIPLOMA in Diritto Matrimoniale e Processuale Canonino” è stabilito in data 14 Novembre 2018.

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